Il concetto e l’utilizzo dei sistemi YO-YO in ambito sportivo, prendono origine dal classico gioco dei bambini.


Per Yo-Yo si intende un giocattolo composto da due coppette unite da un asse centrale e un cordino di cotone avvolto attorno all’asse stesso.
Lasciando cadere il corpo rigido, ma tenendo fermo un capo del cordino, per effetto della gravità, le coppette scendono accumulando energia cinetica rotazionale e traslazionale. Quando il filo di cotone è completamente svolto, tale energia permette la parziale risalita delle coppette lungo il filo. Compensando l’energia perduta con un movimento della mano, lo yo-yo può riavvolgersi completamente.
Esistono vari tipi di yo-yo:
classico – il cordino è fissato al perno centrale;
moderno – il cordino è libero sul perno, ciò gli consente di rimanere a girare con l’energia ottenuta dal primo lancio senza tornare in mano (sleeper).
Lo yo-yo moderno si differenzia in altri due tipi:
a frizione automatica – sfrutta la forza centrifuga per far tornare su lo yo-yo senza alcuno sforzo;
a cuscinetti a sfera – un piccolo cuscinetto permette innumerevoli evoluzioni (trick) grazie a sleeper lunghissimi.
Nell’applicazione sportiva, si utilizza tale principio per l’accumulo di energia cinetica di un volano con la seguente spiegazione:
La resistenza utile è prodotta per restituzione dell’energia cinetica da parte del
corpo rotante (volano) sotto forma di tensione della corda di trazione in
risposta alla potenza espressa in regime periodico dalla trazione esercitata da
parte dell’utente. Egli applica una tensione iniziale alla corda (avvolta su di un albero di trasmissione),
che srotolandosi pone in rotazione il sistema volanico; questa energia cinetica di rotazione
iniziale viene immagazzinata nel volano che, per inerzia, continua a ruotare
intorno all’asse di rotazione del sistema stesso, avvolgendo nuovamente la corda
attorno all’albero di trsmissione. Questo processo è tanto più efficiente quanto viene rispettato il
regime periodico e le corrette distanze di esercizio.